(+39) 02 9147 7716

Food

Beyond Dog: hot dog vegano che non rinuncia al gusto

Il mercato del cibo vegetariano e vegano è molto vasto e in continua crescita, per questo motivo è importante investire su questo fronte. I ristoranti devono cercare di soddisfare le richieste dei clienti e rinnovare i propri menù, accogliendo esigenze diverse. Anche per quanto riguarda lo street food è indispensabile proporre soluzioni alternative, come ad esempio i classici hot dog.

Sono sempre di più gli hot dog vegani presenti sul mercato e le persone ne richiedono sempre di più. Si tratta di una versione più sana, ma comunque buona, rispetto al tradizionale hot dog di carne. Questo perché la gente è sempre più attenta e interessata al cibo, soprattutto a quello che fa bene alla salute e all’ambiente.

I classici wurstel sono infatti ricchi di conservanti e altre sostanze poco raccomandabili, con valori tradizionali non consigliabili. Infatti, sono costituiti da pezzi di scarto e la carne viene macina con acqua, conservanti, aromi e coloranti.

Gli hot dog vegani sono una versione sostenibile della carne rossa, con all’interno ingredienti 100% di origine vegetale. I prodotti di origine vegetale, a parità di quantità, richiedono meno risorse, meno acqua e meno terreno, con una minor impatto sull’ambiente, riducendo emissioni di carbonio.

L’assenza di carne non implica assenza di gusto, ma una scelta sana, sostenibile, che porta a fare le giuste scelte nella vita quotidiana. Ocean Break ne è un esempio. All’interno del proprio menù è presente Beyond Dog, un hot dog completamente vegetale che permette di ottenere la stessa soddisfazione di quello fatto di carne. Beyond Dog rappresenta un’alternativa più sostenibile che soddisfa le esigenze di vegetariani e vegani, ma anche gli amanti del buon cibo.

La parola d’ordine di Ocean Break? Freschezza!

Come si fa a definire un hamburger il “migliore”? Dagli ingredienti! A Milano Ocean Break rispecchia a pieno i canoni richiesti. Il pane bianco realizzato seguendo la tipica ricetta americana del pan brioche accompagnato dalla carne fresca 100% Fassona italiana.

Il pane per hamburger, “bun” per usare lo slang americano, è un tradizionale panino tondo, guarnito da semi di sesamo. Il nostro pane viene sfornato quotidianamente da “La Cofacceria”, dove lo preparano rendendolo soffice, leggero ma compatto, in grado di mantenere bene il ripieno dato che viene usato per racchiudere abbondanti farciture, senza sbriciolarsi.

Ovviamente l’ingrediente principale è senza dubbio l’hamburger quindi il pane morbido deve essere in grado di armonizzarsi con la farcitura: questi panini tondi semi dolci sono ottimi con qualunque ripieno, dall’hamburger classico a quelli più particolari.

Nella preparazione dell’hamburger il pane va passato sulla piastra per due motivi: il primo è che la tostatura da profumo e ulteriore sapore; la seconda è che, rendendo l’interno croccante, i liquidi che fuoriescono dall’hamburger e dai vari condimenti all’interno non tenderanno ad ammollarlo.

Per quanto riguarda la carne, rifornita dalla macelleria De Amicis, è 100% Fassona italiana. I punti di forza della Fassona, rispetto alle altre razze bovine, sono la magrezza e la tenerezza della carne. Questo tipo di carne è consigliata al cliente che vuole mangiare in modo leggero e salutare, senza rinunciare agli insostituibili benefici nutritivi della carne rossa. Magrezza e tenerezza della carne son dovuti alla particolare “fragilità” e struttura del tessuto connettivo che tiene insieme i muscoli.

Halloumi: da Cipro a Milano

Noi di Ocean Break proponiamo nel nostro menù uno snack particolare: l’Halloumi, un formaggio tipico di Cipro. La produzione iniziò dopo l’invasione araba di Cipro nel settimo secolo. Gli arabi insegnarono la fabbricazione dell’halloumi ai greci che a loro volta l’insegnarono ai turchi dopo la conquista ottomana dell’isola.

Nella ricetta tradizionale si utilizzano il latte di capra e di pecora, ma l’utilizzo di latte di mucca è sempre più frequente nelle produzioni su scala industriale, che consente una riduzione di prezzo ma, allo stesso tempo, un’alterazione del sapore di questo particolare prodotto caseario. Dopo che il latte viene fatto coagulare con il caglio animale in vasche con una capienza di circa 500 litri, vengono realizzati dei piccoli cubi a mano, che poi vengono fatti sgocciolare per almeno un’ora. Per finire le forme vengono cotte per trenta minuti e fatte riposare. Finita la preparazione l’halloumi si presenta alla vista con un colore bianco e lucente e al palato con un sapore salato. Si possono aggiungere anche foglie di menta al suo interno sia per arricchirne il sapore che per prolungarne la conservazione grazie all’azione antibatterica della pianta.

L’halloumi può esser cucinato in diversi modi: fritto, grigliato (se si vuole mantenere un sapore naturale) o utilizzato come ingrediente per arricchire le insalate. I ciprioti lo consumano insieme con l’anguria durante il periodo estivo e abbinato alla carne di maiale affumicata o alla salsiccia di agnello nei mesi più rigidi.

L’Halloumi contiene circa 330 Kcal per 100 gr ed è un prodotto ricco di proteine e di grassi.

Brunch: la storia

Il brunch è un pasto che consiste nella fusione di colazione e pranzo: si tratta infatti di una parola macedonia tra gli equivalenti termini inglesi, breakfast e lunch, caratteristica visibile anche dai prodotti utilizzati, sia dolci che salati, con bevande sia calde che fredde, che dall’orario in cui viene generalmente servito (tra le 11:00 e le 15:00).

Le origini del pasto affondano nell’Inghilterra del XIX secolo, si rifanno ai fastosi buffet organizzati dall’aristocrazia al termine delle battuta di caccia; il termine brunch verrà ufficialmente coniato solo nel 1895 per denominare l’idea di colazione domenicale più sostanziosa del solito per potersi riprendere dagli eccessi del sabato sera. Il brunch veniva considerato come un momento di allegria e socievolezza. La moderna tradizione del brunch nella cultura di massa nasce invece negli Stati Uniti d’America intorno agli anni 30 del XX secolo.

Brunch: oggi.

Il brunch viene gustato prevalentemente nelle Isole Britanniche e nel Nord America; in Europa i locali nei quali viene servito sono ancora pochi ma stanno progressivamente aumentando. Per quanto riguarda l’Italia, il brunch ha iniziato a diffondersi nelle grandi città come Milano e Bologna per poi espandersi sempre di più anche nel resto della penisola.

Bar, ristoranti, hotel, sale da tè, organizzano il proprio Sunday Brunch, il brunch della domenica, più o meno imitando quelli americani e arricchendoli o modificandoli con ingredienti locali e più tradizionali. Proprio come fa Ocean Break: prodotti freschi, passando dal dolce al salato, da bevande calde a bevande fredde, per passare ore di svago e relax proprio come nell’antichità!

La sua diffusione è dovuta soprattutto alla comodità di un pasto meno formale di una colazione o un pranzo, assieme alla possibilità di servirsi da un buffet. Il brunch è tipico della domenica, quando ci si alza più tardi del solito e non si ha voglia di aspettare fino all’ora di pranzo, oppure nei giorni festivi.

Junk food: diffidate dalle imitazioni

Per “Junk Food” o “Cibo Spazzatura” si intende il cibo malsano con basso valore nutrizionale ed elevato contenuto di grassi e zuccheri. Esempi di questi alimenti sono le preparazioni industriali ricchi di grassi saturi, sale e zuccheri raffinati come hamburger, hot dog, patate fritte, bibite zuccherate, pizza e dolci elaborati.

I Junk Food sono alimenti presenti nei fast-food dove, ad un prezzo bassissimo, puoi mangiare tantissimi alimenti. Ovviamente la qualità del prodotto cambia rispetto ai nostri alimenti freschi e selezionati. Le differenze principali tra i cibi spazzatura e gli alimenti che offriamo noi di Ocean Break sono, per esempio: il pane fresco, come quello che offriamo noi a nostri clienti, è bianco, soffice e fragrante, indice di freschezza, mentre il pane da “cibo spazzatura” e più scuro, al palato risulta gommoso e insapore, indice di prodotto surgelato; la nostra carne 100% selezionata e di qualità ha un sapore molto più buono, gustoso e succulento rispetto alle carni utilizzate nei junk food dove l’alimento è il risultato di un mix di parti di animali differenti.

Gli effetti negativi del Junk Food sul corpo.

Le malattie più comuni che portano all’essere umano con l’assunzione del cibo spazzatura sono: l’obesità, il diabete, malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro e la depressione.

Recenti studi hanno scoperto che il Junk Food altera l’attività cerebrale in modo simile a quello provocato dalle sostanze stupefacenti quali la cocaina o l’eroina. Si è notato che, la parte del cervello destinata alle stimolazioni del piacere è diventato insensibile richiedendo quantità sempre maggiori di cibo per ritornare sensibile.

Wami: water with a mission

Ocean Break ha deciso di supportare il progetto creato dalla startup milanese Wami che ha rivoluzionato il mercato dell’acqua abbracciando la volontà di migliorare il mondo attraverso una semplice bottiglia d’acqua 100% riciclabile e composta dal 50% di plastica riciclata.

La missione dell’acqua Wami è di trasformare il semplice gesto di bere in un modo per aiutare l’ambiente, per un mondo in cui tutti abbiano uguale accesso alle risorse. Con ogni bottiglia si dona 100 litri di acqua potabile, contribuendo alla creazione di progetti idrici in villaggi bisognosi, inoltre si contribuisce a piantare un albero in Italia.

L’acqua Wami nasce sulle Alpi Marittime dalla Sorgente Rocciaviva, a 1.300 metri d’altezza. E’ un’acqua minimamente mineralizzata, equilibrata e di straordinaria digeribilità, con un contenuto di sodio tra i più bassi in Italia (0,80).

La donazione avviene inizialmente realizzando l’acquedotto per portare in superficie l’acqua potabile presente nel sottosuolo. Tramite una rete di tubature si allacciano le case all’acquedotto, istallando un rubinetto per ogni famiglia. Ogni rubinetto fornirà più di 1.000.000 litri d’acqua. Per finanziare un singolo rubinetto bastano meno di 10.000 bottiglie Wami.

I progetti:

Villaggio di Oubeme (Tenghory, Casamance, Senegal): secondo l’ultimo censimento ha 33 famiglie​, per un totale di 380 abitanti​.​ ​I​l progetto di allacciamento dei rubinetti è stato completato ad Aprile 2017.

Villaggio di Petit Coulaye (Tenghoty, Casamance, Senegal): secondo l’ultimo censimento ha un totale di 1.065 abitanti. Il progetto di allacciamento dei rubinetti è stato completato a Luglio 2018.

Villaggio di Djiva (Tenghory, Casamance, Senegal): secondo l’ultimo censimento ha un totale di 101 abitanti. L’allacciamento dei rubinetti è stato completato a Maggio 2019.

Scuola di Marereni (Watamu, Malindi, Kenya): la scuola elementare di Marereni conta più di 1000 bambini e circa 30 insegnanti. In questo progetto è stata realiizata una cisterna con una capacità di 16 mila litri, che garantisce 2,5 litri d’acqua al giorno per ogni bambino e insegnante della scuola.

Totopos: sfiziose patatine di mais

I Totopos sono dei pezzettini tostati di tortillas che si gustano ad ogni antipasto, spesso accompagnati e intinti nella salsa di Guacamole o nell’hummus.

I Totopos sono classiche patatine di farina di mais in forma triangolare derivate dalla tradizione culinaria messicana.

Come preparare i totopos.

Tagliare le tortillas (preparate con farina di mais) in tanti piccoli triangolini (come una pizza) e friggerle in una padella con olio di arachidi già caldo. Friggerle (o possono essere anche tostati o cotti) per pochissimi minuti per lato, scolarle su un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e servirle in una ciotola.

Per preparare la salsa di Guacamole che viene solitamente utilizzata per accompagnare i Totopos (che si usano direttamente per prendere la salsa) si sbucciano gli avocados, si elimina il nocciolo e si schiaccia con la forchetta la polpa. Si aggiunge succo di lime, cipolla, pomodorini e peperoni tritati. Si mescola accuratamente, si aggiunge olio di oliva, tabasco, sale quanto basta, si mescola nuovamente e infine si serve.

Scroll to top
Translate »